Bridge Over Troubled Water

I.
Si chiama gefirofobia, ti è capitata in sorte. Significa che hai paura dei ponti. Di attraversarli, tieni a precisare con chi semplifica e riduce. Di attraversarli, sì: se non devi attraversarli tu, i ponti stanno benissimo dove stanno. Se ti ci ritrovi sopra, però, ci vuole un attimo per ammollarti dentro certi sudori ghiacciati che solo un gefirofobico come te può immaginare. Ti prende qualcosa tra lo sterno e lo stomaco, come una randellata, e pensi che stai per morire; sei sicuro che stai per morire. Ti capita in macchina, ma solo se la guidi tu, in bicicletta, o anche a piedi. In autobus no, non ti capita, ma ti capiterebbe di sicuro se facessi l’autista, lavoro che infatti non faresti mai e al quale preferiresti la tua attuale disoccupazione. Quei ponticelli di poco conto alla periferia di Roma, dove sei cresciuto, sono gli unici che non temi. Quelli li attraverso da quand’ero pupo, – dici – è sempre andato tutto bene, ma con gli altri, cristo, con gli altri è una tragedia. […]

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L’Inquieto, numero 03/Luglio 2014, pp. 8-27
illustrazioni di Sara Flori

[Grazie a Martin Hofer, L’Inquieto]