Piccolo repertorio di malignità #4

[Segue da Piccolo repertorio di malignità #1, #2, #3]

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L’impianto citofonico di un edificio può sembrare un sistema complesso. Tuttavia, suonare il campanello giusto non è impossibile se la pulsantiera collegata alle unità interne dello stabile è adeguatamente dotata delle apposite targhette, ciascuna provvista di un’accurata incisione dei nominativi.
Dunque, se voi, nel torbido corso di separazioni, divorzi e altre cause legali senz’altro spiacevoli e assai penose, vi state recando da un avvocato, e vi trovate davanti a un citofono con due soli pulsanti, su uno dei quali c’è scritto “Studio Legale [titolo, nome, cognome]”, io vi chiedo: perché da vent’anni, a tutte le ore di tutti i giorni feriali e festivi, suonate l’altro campanello, quello dove c’è scritto solo “Famiglia [cognome]”, e senza nemmeno presentarvi e salutare ci dite «Cerchiamo l’avvocato»?
Qui da noi non ci stanno avvocati. No, la casa dell’avvocato sta da un’altra parte, vicino alla spiaggia, avete presente là dove ci stanno tutte le villette con la piscina? Esatto, in questo edificio ci sono solo il suo studio legale e la nostra abitazione privata. Abbiamo lo stesso cognome dell’avvocato, sì, però solo il cognome. Siamo imparentati, sì, però non tantissimo, un poco. Se all’altro campanello non vi risponde nessuno, significa che lo studio legale a quest’ora è chiuso. È chiuso, sì, li avete letti gli orari di apertura scritti sulla targhetta dello “Studio Legale [titolo, nome, cognome]”? Sì, sta proprio sotto la targhetta della “Famiglia [cognome]”. Sì, sono state entrambe incise e dipinte da un artigiano, le ha fatte uguali perché l’avvocato gradiva un’omogeneità stilistica, però sono diverse, una è dello “Studio Legale [titolo, nome, cognome]” e l’altra è della “Famiglia [cognome]”. Molto raffinate, comunque, sì sì. Belle grandi, anche. L’artigiano, fra l’altro, abita proprio qua dove voi avete suonato. No, non è il fratello dell’avvocato. Sì, la Porsche che vedete parcheggiata nel cortile è dell’avvocato, ma lui adesso non c’è, la tiene qui perché dice che è più sicuro, le altre macchine ce le ha nel garage di casa sua. No, noi non possiamo darvi quel numero di telefono lì. Siamo imparentati, sì (non tantissimo, un poco), però questa gentilezza non ve la possiamo proprio fare perché non siamo autorizzati, indipendentemente dall’urgenza del caso. Avete provato a chiamarlo sul cellulare? Eh, se è spento, è possibile che ci sia una ragione, o anche più di una. No, non possiamo telefonare noi a casa dell’avvocato, perché a quest’ora l’avvocato sta pranzando con la sua famiglia, e anche noi. Noi? Noi siamo quelli del piano di sopra, quello da dove sentite il cane abbaiare, una voce di donna che cerca di esorcizzare il cane indemoniato, due voci di uomo che bestemmiano uno la madonna e l’altro i santi, e la mia che sto masticando il timballo di maccheroni mentre sono al citofono con voi. Vi pare uno studio legale, questo? Mò ci affacciamo tutti e cinque sul balcone e ve lo facciamo capire meglio dove e quando dovete suonare, va bene?

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