Invece temo il peggio

– Per un mese ho abitato al Pigneto. – gli dico. Non so perché glielo dico, così, di punto in bianco, visto che non stiamo parlando di case e traslochi: non stiamo parlando. Stiamo girando il cucchiaino nel caffè, in piedi davanti al bancone del bar.
– Ah! – commenta, e lecca il cucchiaino. Mi fa sempre un po’ schifo quando uno lecca il cucchiaino dopo aver girato il caffè. Specie se lo fa dicendo “ah!”.
– Sì, ero arrivata a Roma da poco. Il Pigneto è il primo quartiere di Roma che ho conosciuto, la prima immagine. Una bella immagine.
– Come mai solo per un mese? – mi chiede, e beve con uno scatto della testa all’indietro. Io il caffè lo bevo a piccoli sorsi.
– Perché in quel periodo facevo una specie di tirocinio e mi davano anche un appartamento. Da pagare a parte, eh… – lui annuisce alla mia precisazione, socchiude gli occhi, accenna un sorriso complice (certo che era da pagare a parte).
– Però – continuo – mi risparmiavano le rogne della ricerca di un posto, ecco. Solo che, finito il tirocinio, che appunto durava un mese, finiva pure il soggiorno nell’appartamento. E quindi.
– Da quanto tempo sei a Roma?

Succede sempre che mi prendo del tempo per rispondere a questa domanda, quando me la fanno. Pensano, forse, che sia perché devo rifletterci un momento, fare mente locale (mi turba l’espressione “fare mente locale”, mi fa pensare a quando cerco una cosa e non la trovo; dopo, alle volte, nemmeno mi ricordo più cosa stavo cercando, né perché mi serviva). Perciò, di solito, nello spazio della mia pausa li vedo accampare un’ipotesi ragionevole: molti anni. Sono molti cinque anni?
– Cinque anni. – rispondo. Cinque anni. Il caffè sa di pane bruciato.
– Be’, se hai resistito cinque anni, ormai sei dentro.
Così mi dice: ormai sei dentro. Non me la sento di approfondire il concetto. Mi muovo in direzione della cassa, per significare che la conversazione è conclusa, o almeno sospesa. Magari si può sperare che, uscendo dal bar, ce ne saremo dimenticati entrambi. Magari parleremo di quanto fa caldo oggi, madonna quanto fa caldo oggi, eh sì, l’hanno detto anche al tg.

[Il titolo del post è un verso di una canzone dei Baustelle, “Il nulla]

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