Piccolo repertorio di malignità #2

[Continua da: Piccolo repertorio di malignità #1]

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C’è gente che, poco prima di sposarsi, fa le feste di addio al nubilato e al celibato. Per me va bene, non c’è problema, dite addio a quello che vi pare e sposatevi: basta che non mi invitate. E invece no, mi invitate alle feste di addio al nubilato, e al matrimonio che normalmente segue, e mi chiedete pure di pensare a una frase carina per la sposa, da scrivere sul biglietto che poi firmeremo tutti insieme.
Una frase carina? Com’è fatta, una frase carina? Come dovrebbe suonare? Ma non lo so, inventati qualcosa, ché tanto tu scrivi tutti i giorni: così mi dite, quando chiedo spiegazioni. Inventarmi qualcosa? Sì, qualunque cosa, mi incoraggiate pieni di fiducia. Davvero davvero qualunque cosa? No, non davvero davvero, non proprio qualunque cosa, dai, hai capito. No, non ho capito. Allora se non ti viene niente va bene anche una citazione carina, mi dite.
Citazione carina: “Quando vedete un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, chiedetevi chi dei due sarà l’assassino”. Eric-Emmanuel Schmitt, Piccoli crimini coniugali. Può andare bene? No. E una frase presa da quei bigliettini che si trovano dentro i biscotti della fortuna, di quelli che ti offrono al ristorante cinese alla fine della cena, insieme alla grappa di rose? Sì, ecco, tipo quelle lì, sì, brava!
Ok, biscotto della fortuna: “Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani (Seneca)”. Può andare bene? No, per la miseria, con tutti i biscotti della fortuna in circolazione, proprio questo dovevi andare a pescare, che pare una profezia di disperazione? Oh, io questo ho pescato, ma che volete da me? Una frase carina.
Mi è venuta. Perfetto, qual è? Ve la scrivo dopo, in privato: non vorrei che qualcun altro ce la rubasse, perché questa è veramente, veramente carina. Però non lo so se vi piace.

 

[La citazione carina è da: Eric-Emmanuel Schmitt, Piccoli crimini coniugali, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, Edizioni e/o 2006, p. 56. La frase carina del biscotto della fortuna l’ho presa su internet, perché quando li mangio al ristorante cinese succede sempre che non sto attenta e un pezzo del bigliettino me lo mastico insieme alla cialda, e la frase carina non la so più tutta intera. Peccato]

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