Poesia dorsale 2.0

A seguito di un rapido esame dei dati statistici relativi ai visitatori di questo blog, mi sono trovata di fronte a scoperte inattese e assai interessanti sui termini maggiormente inseriti nei motori di ricerca che portano l’utente della rete a imbattersi nelle storie di Morelle Rouge.
Tutti quelli che hanno un blog nutrono questa curiosità.
Tutti quelli che hanno un blog e un disturbo mentale, poi, ne restano ispirati e ci scrivono un post.

Dopo il rituale brainstorming sulle possibilità di sfruttamento dei dati acquisiti dal mondo conoscibile, e dopo averne tratto ispirazione profondissima, avevo dapprima considerato l’ipotesi di scrivere un post interamente dedicato a scandagliare la fenomenologia del “pompino”, essendo questo risultato il termine maggiormente ricercato dagli utenti della rete finiti per sbaglio in questo blog. Responsabile di aver attirato l’attenzione dei curiosi e delle curiose del “pompino” dev’essere stato senz’altro un post in cui si accennava alla mirabile interpretazione di Valeria Golino nel film “Controvento”. Così vanno le cose, da noi: uno cerca di scrivere un bel post, gli scappa di chiamare le cose col loro nome (“pompino”) e subito una massa di malintenzionati viene a dare un’occhiatina al suo blog; insomma, con le parole bisogna stare sempre attenti, lo sappiamo tutti, ultimamente pure Battiato.

Titillandomi con l’allettante opportunità di elaborare un’ode al “pompino”, dicevo, avevo pensato di scrivere un post mirato, vorrei anzi dire teso, a soddisfare al massimo gli interessi di un pubblico lussurioso e finora certamente deluso dalla scoperta casuale di Tornasole. Non volevo nemmeno trascurare di provare a rendermi utile alle persone principianti che avevano inserito nei motori di ricerca i propri sensati interrogativi sui rudimenti dell’arte della suzione.
Tuttavia, malgrado il “pompino” si presti, tra le altre cose, ad essere un materiale di scrittura dalle potenzialità inesauribili, ho dovuto pur considerare le evidenze emerse dall’analisi del rischio. Non sono sicura, infatti, di essere in possesso delle competenze necessarie a produrre un testo così ambizioso. Bisogna anche tenere conto, inoltre, dell’eventualità che i nuovi lettori di Tornasole, quelli che hanno da poco scoperto il blog e dimostrato – seppur irragionevolmente – un interesse nei suoi confronti, siano ancora poco avvezzi alle pensate della sua autrice e quindi scarsamente disponibili a tollerarne le erezioni verbali più moleste.
Mi sono sentita costretta, insomma, ad abbandonare un sogno nel cassetto per una sostanziale culpa ingenii.

Rinunciare a un sogno, però, è penoso.
Rinunciare al titillo, poi, era chiaramente intollerabile.
Ne ho dunque concluso di trovare uno stratagemma per rendere ugualmente il mio omaggio alla quintessenza dei piaceri umani e divini.
Ho proceduto allora a selezionare i termini di ricerca più interessanti e a utilizzarli così come comparivano, combinando elementi già dati e lasciandoli inalterati nel loro innegabile vigore espressivo, allo scopo di provare a ricavarne un testo compiuto, allestito con le pensate di altri. Qualcosa di simile viene praticato, nei momenti più illuminati delle menti più deviate, nella poesia dorsale, che consiste nel comporre versi utilizzando i titoli di libri impilati a proprio piacimento l’uno sull’altro.

Io ho impilato a mio piacimento alcuni termini di ricerca di questo blog.
Il merito del risultato spetta indiscutibilmente agli utenti della rete, bacino di finissimi pensatori e poeti insospettabili.

Per tua opportuna conoscenza.
come si fanno i pompini?
con uvetta e pinoli,
biscotti abruzzesi,
bacche rosse velenose,
amuchina per formiche,
cannelloni pronti già farciti,
pane tostato.
perché tostare il pane?
perché è meglio tostare il pane.
le fette biscottate e il pane tostato sono la stessa cosa?
meglio il pane tostato.

dopo quanto in una relazione si può fare un pompino?
un cappuccino, mi pare.

frasi da dire durante un pompino?
fidati di me:
insulti spassosi
di tanto in tanto,
mi hanno trapanato il tubo dell’acqua,
mi piace masturbare nei cinema,
racconti esco senza la mutanda,
teacher fuck,
faccia di minkia da colorare.

cosa devo fare dopo aver fatto un pompino?
rutti e rumori all’esofago,
rumore che si fa masticando la cialda del cono,
satollo rutto,
rutto e digestione,
la prima cena per lui: parmigiana.

cosa non devo fare dopo un pompino?
sberla in testa,
chiedere l’ora,
chiedere l’ora in tedesco,
sognare di cucinare cordon bleu.

un pompino così non s’era mai visto:
epiglottide tumefatta.
confidare sull’aiuto degli sconosciuti,
perché si muore giovani.

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4 pensieri su “Poesia dorsale 2.0

  1. Geniale. Non conoscevo la poesia dorsale. Che i pompini si facciano con uvetta e pinoli è una bella novità, e il tempo di un cappuccino è intrigante.

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