Le Sanglier ti mette le ali

Andare a fare la spesa in un grosso centro commerciale a Roma, in una domenica pomeriggio fredda e piovosa, è un’esperienza avvilente. Chi non abbia mai fatto la spesa in un grosso centro commerciale a Roma, in una domenica pomeriggio fredda e piovosa, forse mancherà delle informazioni necessarie a decidere se condividere o meno quel che dico. Chi non abbia mai passato venti minuti buoni a cercare la macchina in uno dei parcheggi sotterranei dove l’ha lasciata prima di salire al piano 0, o al piano 1, o al piano 2, cercando di ricordare il percorso che ha fatto dal parcheggio del supermercato, o dal parcheggio del cinema multisala, o dal parcheggio di Brico, o dal parcheggio di Leroy-Merlin, non capirà perché Le Sanglier sostenga che si potrebbero spiegare gli assi cartesiani ai ragazzi della scuola media portandoli nei parcheggi sotterranei di un centro commerciale e lasciandoli lì a ridurre la complessità. In effetti non lo capisco nemmeno io.
Poi la gente. La calca. La ressa. I suoni, i rumori, gli odori, le facce. L’umanità tutta, quando la domenica pomeriggio piove, si raduna nei centri commerciali. Fa le “vasche”, quelle che si fanno su e giù in piscina, o nei viali principali delle città di provincia quando la domenica pomeriggio non piove.
Io mi rattristo, vorrei esiliarmi in casa. Però bisogna mangiare, e nei supermercati dei centri commerciali ci sono offerte e promozioni irrinunciabili per uno che debba mangiare, quindi per tutti.

Io e Le Sanglier, ieri, eravamo dentro uno di questi, a Roma est. Nella confusione e nei pestaggi ai quali ci si sacrifica dentro un centro commerciale, avevo anche perso la suola di una scarpa e lui era tornato indietro fino all’ingresso del piano 0, o del piano 1, a cercarla. L’aveva trovata e me l’aveva riconsegnata, con lo sguardo trionfante e le mani nere. Poi, ripassata insieme la lista della spesa, ci eravamo divisi i compiti e ognuno era partito in spedizione, io alla ricerca dei tonni in scatola, lui dei detergenti e dei detersivi. Perché li chiamiamo in modo differente a seconda che servano a sgrassare essere animati o inanimati? Andavo ragionando così per distrarmi dal malumore mentre mi guadagnavo a fatica una piastrella di pavimento libera, quando ho sentito la sua voce. “Amoreee…!”. Mi sono sorpresa a pensare che è commovente sentirsi chiamare così, dentro un supermercato affollato, da un uomo innamorato con la erre moscia. “Ci sono gli assorbenti in offertaaa! Cinquantasette pezzi, guarda!”. Mi sono sorpresa a barattare bruscamente quel pensiero zuccheroso con l’istinto di dirigermi alle casse. Poi l’ho intravisto, oltre il mare di teste.
Era l’unica presenza maschile in mezzo a uno sciame di femmine che ronzavano intorno a un imponente cesto pieno di pacchi violetti. Le Sanglier stava sventolando in aria una voluminosa confezione di assorbenti Lines Seta Ultra, gioioso come un ragazzo sulle giostre quando dal suo seggiolino – detto anche calcinculo – riesce ad afferrare il fiocco. Lo vedevo sbracciare. “Cinquantasette pezzi, sei euro e ottantanove! Li prendiamo, no?”.
Ho deglutito.
Mi sono fatta strada lentamente in mezzo alla folla e mi sono avvicinata al cesto degli assorbenti accennando un sorriso alle persone intorno, con fare indifferente. Le Sanglier stava grufolando tra gli assorbenti. Il cesto faceva pensare a quelli pieni di palline di gomma colorate che spesso stanno all’ingresso dei centri commerciali, e dove i bambini si divertono a tuffarsi e rotolarsi. Lui non ci si era buttato dentro, ma ci aveva infilato la testa e ci stava pescando con le mani. Ho lanciato un’occhiata alla confezione che mi stava mostrando, gli ho bisbigliato qualcosa e mi sono allontanata, con l’intenzione ormai chiara di dirigermi alla cassa. “Ah già!”, l’ho sentito tuonare. Mi sono girata e l’ho visto tuffare di nuovo la testa nel cesto, mentre scaraventava qui e là diversi pacchi, sgomitando in mezzo a signore visibilmente allibite. Ne ha tirato su un altro e ha gridato: “Amoreee, eccoli! Ci sono anche quelli con le ali! Ce n’è uno stormo!”. Una signora sui cinquant’anni ha guardato prima lui e poi me, a metà tra lo sbigottimento e l’imbarazzo. Un’altra, più giovane, mostrava tracce di un sentimento simile all’invidia. Io mi stavo ormai irrecuperabilmente sganasciando di risate, accasciata su un cesto di passate di pomodoro. Mi sono riavvicinata, gli ho sfilato delicatamente dalle mani il trofeo che lui mi stava ancora mostrando, l’ho guardato. “Sì, è questo”, gli ho detto. “Lo prendiamo, no? Cazzo, cinquantasette pezzi! Tanto mica scadono!”, ha detto lui, tutto contento. Io mi sono riaccasciata, questa volta sui detergenti intimi. In effetti no, gli assorbenti non scadono. Non scadono nemmeno le altre scorte che abbiamo comprato tempo fa in un altro centro commerciale, in offerta a un prezzo a suo dire irripetibile. Questo pacco, insieme a quelli che abbiamo già a casa, mi accompagnerà fino alle soglie della menopausa, che presumibilmente è ancora piuttosto lontana.
“Oh, ma io fossi una donna me ne comprerei una cassa insieme alle bottiglie di Menabrea! Mica le fanno ‘ste promozioni per la schiuma da barba, per la miseria!”, continuava a dire mentre io lo conducevo lontano dal crocchio di persone radunate intorno a lui.
Lui, candido, soddisfatto, avanzava spingendo il carrello carico di bottiglie di Menabrea e portava fieramente sottobraccio un pacco di cinquantasette assorbenti Lines Seta Ultra, con ali.

4 pensieri su “Le Sanglier ti mette le ali

  1. Questo post e’ fantastico ! Ridere da soli in bagno in un raro momento in cui i tre mostri non mi perseguitano anche qui grazie alle ali e a le Sanglier non e’ roba da poco in una giornata uggiosa come quella di oggi . .. Grazie ! L’AleS

  2. Rileggendo vedo che le virgole difettano, confido nella tua capacita’ interpretativa ! Lales

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