(Segreto)

Ci sono certi risvegli malmostosi, alle volte.
Uno cammina in mezzo alla via il mattino presto, con il giornale in mano, e si ferma. Si ferma e sente affiorare dallo stomaco una domanda che non intuiva neppure di covare, “Per quanto tempo ancora, andrà avanti così?”. Avvolge questa domanda in un panno, come un pane fresco, o come un segreto, e se la mette in tasca.
All’improvviso non vuole sapere della crisi, del salario minimo e del sussidio per i co.co.pro., non vuole sapere di TFA, di allarmi, fervori, chiacchiere, promesse, decisioni, speranze.
Non vuole sapere. Non vuole nemmeno scegliere le parole migliori, per dire perché non vuole sapere, o per dire altro, raccontare di questo o di quello. Non vuole affilare la lama dell’ironia con la quale s’aiuta a falciare le miserie mentre arranca tra le paludi di ogni giorno. Non vuole più neanche pensare di partire per paesi lontani, come andava pensando.
Vuole chiudere il giornale, spegnere la radio, staccare la connessione internet, zittire tutti, zittirsi. Mettere due stracci in una valigia, qualche libro, poco altro.
Ritirarsi in campagna, da qualche parte, dove ci siano spazio e silenzio. Imparare a coltivare la terra. Che vergogna, non saper coltivare la terra. Che idiozia, aver studiato questo o quello, pensare di sapere questo o quest’altro, credere di saper fare quello o quell’altro, e non aver imparato a coltivare la terra.
Bisogna imparare. Piantare un seme, innaffiare, curare, avere una pazienza nuova. Stare a guardare, con le unghie sporche di terra, e non sapere d’altro.
Uno che sappia far nascere il pomodoro che metterà sulla sua tavola, che altro dovrebbe sapere, per sentirsi felice?

 

Con una musica del mio amico Double. Raf Ferrari Quartet, “Segreto”

8 pensieri su “(Segreto)

  1. per un attimo ho pensato che il post fosse vuoto, che un segreto è un segreto e non si racconta.
    ma questo segreto qua, se condiviso, magari rallegra un po’, che c’è un sacco di gente che ha già smesso di leggerli da un bel po’, i giornali, e mica perché non li può comprare.

  2. Oggi è un risveglio appena migliore e riesco a risponderti morellianamente, o ci provo.
    Rallegra un po’? Ossignùr! (diresti tu). E chi rallegra chi, e come?

  3. Che onore, maestro O’Reilly, trovare un segno del suo passaggio nel mio blog. E che sorpresa, trovarlo nel post più merdoso che io abbia mai scritto.

  4. Ci sono silenzi che solo la eco dei propri pensieri, un giorno qualunque di maggio, su una pagina bianca di un mondo virtuale che tengo bandito, riesce a interrompere. Perché è come sentire gridare la voce di dentro. Ci sono dei post che sono come il riassunto di tutto un tempo sbagliato. Una pazienza nuova da salutare, da un lontano non troppo lontano.
    Domani mattina sorriderò al mio giardino, di nuovo; sono da fiori, avresti detto tu una volta, chiedendoti cosa provassi dentro. Avevo dentro un dire, che ora hai scritto tu. Infinitamente meglio.

  5. Caro amico,
    trovarti qui questa domenica mattina, con il nome inconfondibile che ti eri dato in questo mondo virtuale che hai bandito, è una sorpresa grande. Immaginavo che mi leggessi da lontano, ma non mi aspettavo un’orma del tuo passaggio. Meno sorprendente, per me, è che tu abbia deciso di commentare il post più vicino al mio vecchio stile ospitato un tempo su Splinder, bandito a mia volta. Curioso, infine, che questo blog tutto nuovo che oggi sta qui, in bianco e rosso su WordPress, sia nato pochi giorni dopo il tuo invito a scrivere ancora, mentre quella piattaforma andava scomparendo trascinandosi dietro post che non ho voluto portare qui. Un peccato, invece, non poter più leggere i tuoi, di post.
    Oggi cura il tuo bel giardino un po’ anche per me, che a casa mia ho solo un balcone lungo e stretto, con un geranio agonizzante (e non è linguaggio old style, questo, è un balcone di periferia romana).

  6. Caroline, vedo che questa mia rapida incursione nel vecchio linguaggio che avevo messo in cantina richiama almeno due delle mie conoscenze ex-Splinder (peraltro, le più felici di allora), come un fiore le api… che sia più efficace della penna morelliana? Lo dicevo io, che noi singolari individui amiamo più sospirare che ridere!😉

    Un bacio anche a te da parte mia, il suo verrà eventualmente a dartelo lui.

I commenti sono chiusi.