Smeralda Deluxe. Parte I

Il nostro primo incontro risale al dicembre del 2010.
Era stata immatricolata nel 2000 e accessoriata, negli anni seguenti, con bozze e graffi su tutti e quattro i lati. Una mia conoscente americana, in procinto di tornare definitivamente negli Stati Uniti dopo dieci anni trascorsi in Italia, me l’ha presentata dicendomi che era una buona macchina e che era davvero contenta di affidarla a me.

In principio Smeralda Deluxe fu senza dubbio una Saxo a due porte laterali, entrambe agibili.
Tuttavia, al momento del nostro incontro, quella sinistra presentava l’apertura esterna compromessa, a seguito di un probabile tentativo di scasso, per cui, una volta chiusa la macchina, si accedeva solo dal lato del passeggero, badando di non trafiggerti con il cambio mentre tentavi di guadagnarti il sedile del guidatore. Con qualche ulteriore comodità in meno, si poteva però entrare anche dal bagagliaio. Poi si usciva da dove ti piaceva di più, premurandoti di abbassare dall’interno la modernissima sicura sinistra, nel caso avessi buone ragioni per farlo, prima di chiuderti irrimediabilmente lo sportello alle spalle.
Questa peculiarità di Smeralda, inoltre, richiedeva accortezza in certe manovre di arresto, in quanto la scelta o l’esigenza di parcheggiare accanto a un muro alla tua destra implicava la capacità di calcolare con buona approssimazione i centimetri necessari a te e agli altri eventuali passeggeri per rientrare successivamente o, in alternativa, la disponibilità, sempre tua e di altri eventuali passeggeri, a servirsi solo del bagagliaio. Non è così semplice e ovvio come potrebbe sembrare. Non sempre, infatti, si dispone di tempo e lucidità per prendere tali misure preventive in un parcheggio di questo tipo, mandando a memoria l’informazione che, dopo, non potrai rientrare da dove presumibilmente sei uscito. Dirigersi allo sportello destro della propria auto non diventa mai un gesto abitudinario per un guidatore, a meno che non sia anglosassone. Perciò può anche succedere che te ne accorgi dopo, quando torni alla macchina. In quel caso inizi a guardarti intorno e a deglutire, mentre fai il conto di quante persone nei paraggi ti vedranno introdurti nella tua Saxo passando dall’angusto bagagliaio. E, in genere, per le strade di Roma si ha raramente un po’ di intimità.
Non ho mai provveduto alla riparazione della serratura sinistra, perché tengo sempre in seria considerazione la fiducia che mi viene accordata da chi mi consegna qualcosa che gli è caro e perché in effetti due vie di accesso, sportello destro e bagagliaio, sembravano più che sufficienti anche a me, usando la dovuta prudenza. Sono anzi grata alla monoporta Smeralda Deluxe per avermi insegnato a prendere le opportune misure contro quei disagi che immancabilmente si richiano a privarsi di certe comodità, di cui il più serio è quello di decapitarmi quando, tentando di rientrare in macchina, rimango incastrata fra lo sportello destro e il muro, con il busto già dentro l’abitacolo e la testa ad annaspare fuori.

Tuttavia, anche con un’entrata in meno, lo sfarzo degli accessori mi pareva ancora vistoso, perciò tempo fa mi sono adoperata a farmi derubare dello specchietto laterale destro, che a me non serve, lasciando Smeralda parcheggiata per una settimana in una viuzza secondaria del quartiere Prenestino, noto crocevia di affari nel riciclaggio romano dei pezzi di ricambio. Costretta però dall’imminente revisione, di cui voglio presumere l’accuratezza e la meticolosità, adesso sto cercando uno specchietto nuovo, selezionando al contempo un altro accessorio da eliminare subito dopo, per stare in pari con la sobrietà che ho eletto a manifesto programmatico della mia vita e, dunque, anche della mia macchina. Pensavo di sacrificare il tergicristalli, però quello serve. Non certo a me che, oltre a non abitare nel tempestoso Regno Unito, so vivere con poco, ma al vigile, che giustamente lo usa come fermacarte nelle occasioni in cui deve lasciarmi una multa quando parcheggio in divieto di sosta. Siccome io a certi piccoli accorgimenti con chi è preciso nel proprio lavoro ci tengo, il tergicristalli glielo lascio. Perciò non ho ancora deciso di quale pezzo io e Smeralda Deluxe ci priveremo quest’anno.

Ma c’è ancora qualcosa da sapere su di lei e sull’infelice storia del nostro sodalizio.