Speciale Tornasole: intervista a Le Sanglier

Premessa
Un personaggio in cerca d’autore

Dopo aver letto uno dei miei recenti post dedicati a me e Le Sanglier, la blogger WonderDida, autrice di Bighi in Shanghai, aveva lasciato un commento riguardo al futuro, a suo dire invidiabile, che attenderebbe me e il placido mammifero, prospettando aberranti scenari di vita coniugale e l’invasione di sordidi cuccioli di cinghiale.
Lei non l’aveva prospettato esattamente così, ma così l’avevo visualizzato io. Avevo infatti avuto la crisi di panico che di regola mi procura allucinazioni all’idea di simili possibilità e all’idea che c’è un sacco di gente che queste cose le fa per davvero. Avevo addirittura meditato di abbandonare vigliaccamente il mite e amabile Sanglier per tornare ai sollazzi della mia riprovevole vita di individuo singolo, refrattario alle relazioni stabili, geloso della propria condizione. Volevo tornare insomma a quello status che, in alcune solide tradizioni, fa di un uomo un affascinante scapolo e di una donna un’invendibile zitella. A tale proposito mi tornava in mente il punto di vista di un mio zio marchigiano il quale, all’epoca, era solito farmi notare che io, in quanto donna, non ero singola come ci tenevo ad essere e non ero nemmeno un buon usato come certi pretendenti evidentemente privi di gusto volevano farmi credere, ma ero una semplicemente “ar’masta”, cioè una rimasta fuori dal mercato, come un prodotto scartato. Volendo, scartato in ambedue i sensi. In altre intramontabili tradizioni, poi, una zitella ancora spudoratamente giovane che scelga di spassarsela di tanto in tanto con qualche affascinante scapolo è ‘na vrutta zzoccola, mentre l’affascinante scapolo che scelga di spassarsela spesso con tutte è un fiero tombeur de femmes.
Dopo la spaventosa profezia di WonderDida, probabile discendente di Cassandra, io ero pronta anche a immolarmi all’uno o all’altro destino riservato alle femmine sfidanzate, ar’masta o zzoccola. Nel primo caso, mi sarei volentieri prestata ad essere assimilata al desolante ritratto de “Le due zittelle” landolfiane, personaggi indimenticabili della mia memoria libresca. Nel secondo caso, avrei ceduto all’ipotesi di salvarmi prendendo ben più di due piccioni con la fava, cioè tentando la strada del professionismo e risolvendo di conseguenza anche il problema del mio attuale precariato (si voglia perdonare l’oscena volgarità, si sa che a volte la disperazione sembra non lasciare alternative). Tuttavia nemmeno queste prospettive mi davano pace. Volevo infine drasticamente tornare ad accarezzare il segreto progetto della mia vita, rimasto sempre intentato per codardia e indolenza: quello di vivere sola tra i boschi come Thoreau. Il caso – che ci si mette sempre di mezzo a complicare le cose – ha voluto che, mentre perdevo il sonno su quest’ultimo proposito appena più radicale, mi segnalassero il Progetto Pecora Nera di un certo Devis, uno che a stare da solo pare ci stia provando davvero. Perciò ho cominciato a leggere il suo blog, meditando di contattarlo e continuando a dormire notti insonni.
Dalla mia personale spirale di angoscia non sono ancora uscita.

Le Sanglier, invece, si è dimostrato l’uomo semplice e diretto che è. Per cui ha reagito a suo modo, dichiarandosi disponibile a rilasciare eventualmente a WonderDida un’intervista in merito. L’intervista è un tipo di interazione che gli è particolarmente familiare, per via del suo lavoro. Solo che, nel suo lavoro, lui è quello che fa le domande. Nella vita privata, perciò, voleva stare almeno per una volta dalla parte dell’intervistato e ha voluto che l’intervista fosse pubblicata nel mio blog, che attualmente leggono in dieci persone, per rivelare al mondo come stanno veramente le cose. Ormai, infatti, si sente prigioniero del suo personaggio morelliano e reclama un altro autore.
WonderDida, donna di indubbia intelligenza e grande umanità, ha fatto quello che spesso si fa con i matti nelle situazioni che minaccino la nostra incolumità: lo ha assecondato. Dalla Cina, attuale dimora di questa brava blogger italiana, sono dunque arrivate via e-mail le sue domande per Le Sanglier. Dal divano di casa, abituale dimora di questo raro esemplare di mammifero selvatico, lui sta ancora rispondendo, emettendo grugniti di gioia tra una domanda e l’altra. Io farò da tramite.
A breve, l’intervista.

* Link correlati a questo post: “Goliardate”, di WonderDida, che anticipa anche lei l’evento, raccontandone l’antefatto alla sua maniera.

4 pensieri su “Speciale Tornasole: intervista a Le Sanglier

  1. Stiamo lavorando per voi. Più a rilento del previsto, per via di certi altri noiosissimi impegni non morelliani da sbrigare. L’intervista sarà pubblicata domani, forse.

I commenti sono chiusi.