La parmigiana di melanzane e la prima volta

Il presente non è un post pianificato in precedenza, né eccessivamente pensato. È un appunto preso in fretta, in tempo reale, d’istinto e di soppiatto.
Sono le 19.22 e Le Sanglier è ai fornelli.
Chi non ha letto il post dedicato all’argomento, non troverà in questa notizia alcunché di stravagante e non si sentirà in apprensione come invece dovrebbe e come io, femmina del Sanglier, mi sento.

Oggi pomeriggio, guardandomi tutto luminoso e sorridente, ha fatto il suo annuncio nella consueta formula rituale: “Stasera ti preparo una buona cenetta!”. Questa volta ha aggiunto: “Scegli una ricetta”. Siccome è risaputo che le femmine, soprattutto quelle dei cinghiali, sono quel che a Roma si direbbe “delle gran fije de ‘na mignotta” e al mio paesello abruzzese invece “li pp’zzonit‘” (“le puzzolenti”, in quanto spregevoli come la merda), non ho resistito: ho ordinato una parmigiana di melanzane.
Le Sanglier non ha ancora mai tentato una parmigiana, ma è chiaro che il suo irragionevole innamoramento per me va spremuto fino in fondo adesso perché, si sa, “chi vuol essere lieto, sia: del doman non v’è certezza”.
“Si può microondare qualunque cosa, ci vuole solo ardimento”, ha dichiarato, e si è messo all’opera affidandosi con cieca devozione al suo microonde e al ricettario apposito per cotture al microonde che gli avevo regalato qualche tempo fa.
“Dove lo trovi un altro masculo che ti fa le melanzane alla parmigiana?” è stata l’ultima spavalderia che gli ho sentito pronunciare, mentre affettava le melanzane. In effetti, credo da nessun’altra parte, soprattutto guardando lo spessore di due robuste dita che ciascuna fetta presentava, tale da poter eventualmente ricomporre la melanzana intera in tre sole fette.
Dopodiché ho avuto l’impressione che la temerarietà venisse via via scemando e la sua voce era meno ferma quando ha chiesto: “Ma secondo te che significa che devo farle scolare dall’acqua di vegetazione? ‘Ste melanzane che ho comprato non scolano mica”. “Se vuoi una mano, sono qui”, ho aggiunto intenerita dopo aver risposto alla sua domanda. Alla mia offerta si è ritratto con un fiero grugnito dietro il suo orgoglio, ha fatto cenno di no con la testa, ha aggrottato le sopracciglia e ha serrato le labbra come a dire: “Ma ti pare? Ti sembro uno che ha bisogno di una mano?”.
Mi è parso di percepire un altro cedimento dello spirito quando ha chiesto con una vocetta ancora più flebile: “Ma le melanzane vanno messe vicine tutte attaccate, in strati compatti? Non l’ho mai fatta la parmigiana…”. Ho risposto alla seconda domanda, ribadendo la mia disponibilità a un aiuto concreto, ma Le Sanglier, mammifero ostinato, mi ha nuovamente respinto, questa volta con un secco “No!”. Lui non sa, per ora, che forse potrebbe preferire farsi aiutare, perché il passatempo che mi sono data in attesa della cena è annotare i momenti migliori della sua prova.
Alle 20.11 Le Sanglier stava ancora accatastando l’ultima fetta di melanzana nella pirofila. Ora sono le 20.25 e la pirofila è appena uscita dal microonde.
“È la mia prima volta”, ha timidamente affermato lui, impiattando la parmigiana.
Non ho idea di cosa mangeremo stasera, ma la tenacia e l’ardore di quest’uomo sono grandi, troppo grandi per essere ingiustamente mortificati con la richiesta di un piatto di spaghetti aglio e olio.

Accompagnamento musicale:
Edith Piaf, Mon manège à moi

3 pensieri su “La parmigiana di melanzane e la prima volta

  1. (Mammamia come scrivi bene… )
    Il trucco sta nel fare piccoli bocconi e ingoiarli a mo’ di ostia consacrata, senza che tocchino nemmeno una papilla. Io lo faccio quando mi invitano e mi presentano cose che detesto.

    Ma ho il sospetto che fosse la parmigiana più buona del mondo…😉

  2. @ Ironica: sì, contrariamente alle aspettative, comprese le sue, la parmigiana era buonissima. Non la migliore del mondo – portiamo rispetto alla parmigiana, ma sicuramente la migliore che lui potesse fare al primo tentativo. Mi ha poi confessato di aver tenuto duro durante la preparazione, ma che non aveva la benché minima idea di quello che stava facendo.

    @ L’AleS: sì, li legge. Alle volte temo, con i miei post su di lui, di accelerare il naturale processo di deterioramento cui tutte le relazioni sono soggette, ma lui legge e si sganascia. Per ora.

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