Sui sentieri del cinghiale

Secondi alcuni studi condotti in Francia e in Toscana, il dominio vitale di un cinghiale maschio adulto si aggira tra i 5 e i 7 chilometri quadrati.
All’interno del suo spazio si possono riconoscere vari segni della sua presenza. Tra questi, il più noto è il trottoio, sentiero lasciato dal continuo passaggio.

Questo weekend Le Sanglier è fuori Roma per lavoro.
I trottoi della mia casa rivelano con prove evidenti che il suo ultimo passaggio risale a diverse ore fa.
Non ci sono tracce di tabacco Pueblo, filtri Rizla e cartine, nemmeno tra le lenzuola. Non ci sono scarpe, maglioni, pantaloni, mutande, calzini scaraventati in ogni angolo dalla forza centrifuga del suo passo selvatico. Non ci sono chiavi, orologi e BlackBerry ammassati tra il barattolo dello zucchero e quello del caffè in cucina. Non ci sono bottiglie di birra vuote, posaceneri pieni e bicchieri usati sulle superfici piane ad altezze utili. Non ci sono peli sulle piastrelle bianche del bagno e la spina del mio spazzolino elettrico non penzola giù dalla mensola dello specchio, pericolosamente sospesa sul vuoto concavo del lavandino, ma è correttamente inserita nella sua presa.
A parte i Nove saggi danteschi di Borges sul divano e un vecchio Domenicale del “Sole24Ore” sulla scrivania, non ci sono segni di recenti attività del Sanglier qui alla Base 2.
Alla Base 1, dove è passato prima di andare a prendere il treno, non so, ma ho buone conoscenze pregresse per farmi un’idea.

Tuttavia, malgrado il comprensibile sollievo che si può provare nel muoversi agilmente sui miei pochi metri quadrati calpestabili senza inciampare in ostacoli imprevisti, malgrado il notevole compiacimento con cui ci si può aggirare per le stanze inalando a pieni polmoni l’odore ancora persistente di recenti abluzioni, malgrado il diffuso buonumore generato dalla visione di ogni cosa al suo posto, malgrado infine il grido di trionfo, trattenuto a stento, per aver insperabilmente riportato alla luce e intascato otto dei quattordici accendini che solo nell’ultimo mese lui aveva fatto sparire, Le Sanglier, quando in casa non c’è, manca.

Sono andata a caccia delle sue impronte, e ho trovato un ultimo filtro Rizla sul pavimento in camera, tra il comodino e il letto. Lo conservo fino al suo ritorno, domani.
Avrei voglia di metterlo sotto il cuscino, come si faceva da bambini con i denti caduti.

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