Caffè amari

Prendendo il caffè con Le Sanglier, pochi minuti dopo la sveglia.

– Ho sognato che avevi un’altra e pure un figlio in arrivo. Uscivi in fretta da casa per andare da lei che stava per partorire e quasi ti stupivi che io non ne accettassi l’urgenza. Andavi via con un’aria come a dire “Dai su, Morelle, non mi far perdere tempo, ci vediamo dopo”.
– Occazzo. Era rossa?
– Eh?
– Lei era rossa?
– E che ne so io? Nel sogno non c’era. Uhm… perché me lo chiedi?
– Perché non sono mai stato con una rossa. Almeno in sogno mi piacerebbe.
– [omissis]
– Be’, io invece ho sognato che andavo in un sexy shop e compravo un completino intimo che…
– Ah! Per chi?
– Come per chi? Per te! Poi tu te lo mettevi e…
– Ahah! Allora senti qualche mancanza… i sogni rivelano desideri reconditi.
– Quindi a te manca che io non abbia un figlio con un’altra donna?
– No, quella è una paura profonda. I sogni rivelano desideri reconditi o paure profonde.
– Ma pensa… Buongiorno Freud.
– Guarda che è così.
– Vabbè. Insomma abbiamo passato una nottataccia.
– Io sì.
– Be’, pure io. Noi andiamo a dormire tranquilli la sera e al mattino dopo tu ti svegli tradita e con un completo sadomaso addosso, io compagno infedele e padre. Vedi che è meglio quando noi due si sta svegli e allegri fino alle sei?

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