Il mio amico Nosferatu. Parte II

Conosco Nosferatu dal 1986, o ’87.
Siamo stati compagni di scuola alle elementari e alle medie e, durante gli anni del liceo, avevamo messo su insieme ad altri amici una band pseudo-rockblues, opportunamente sciolta con l’ingresso nella maggiore età. Deturpavamo con una certa perizia pezzi del calibro di “Still got the blues” di Gary Moore, arrivando poi immancabilmente a sconfinare nel campo minato di “Stairway to Heaven” (se nel 1971 Page e Plant avessero saputo che, un paio di decenni dopo, un gruppo di sedicenni italiani ne avrebbe tentato quell’ennesima cover, forse non l’avrebbero scritta). Io cantavo, lui suonava la chitarra. Lui non ha mai smesso di fare musica: oggi, sebbene non lo faccia a livello professionale, Nosferatu è un ottimo chitarrista, non certo perché si è diplomato al conservatorio in chitarra classica mentre nello stesso tempo diventava anche ingegnere, ma piuttosto perché la musica è la sola pozione magica attualmente in grado di scuoterlo dal suo torpore di impiegato a tempo indeterminato.
Indeterminato, sì, ma poiché ognuno di noi è infelice a suo modo, Nosferatu mi ha recentemente confessato, davanti a una generosa portata di sushi, che si sente improvvisamente un po’ invecchiato perché la sua vita futura gli sembra già scritta e che a volte ha la tentazione di mollare tutto per andarsene all’estero a fare un master, o per tornare nel nostro natìo borgo selvaggio sulla costa abruzzese a prendersi cura dei suoi genitori quando saranno vicini a lasciarci le penne, o per qualunque altra cosa, perché a ben vedere non c’è niente di realmente importante che lo trattenga qui a Roma, dove ormai, tra università e lavoro, vive da più di dieci anni.
Io, precaria forse a vita nel torbido mondo dell’università e in varie istituzioni private, ho mandato giù con fatica un uramaki al tonno che mi si era incastrato in gola mentre lo ascoltavo pronunciare quest’ultimo concetto del niente di realmente importante. La cena giapponese si è risolta bilanciando le sue lamentele sulla monotonia del posto fisso con le mie lagne sull’instabilità del posto mobile, e così ognuno dei due è tornato a casa complessivamente affezionato ai propri guai, che è uno dei motivi per cui gli amici si confidano.

Negli anni della dissennata adolescenza, mentre scempiavamo insieme alcuni camei della migliore musica rock, ho nutrito per Nosferatu un timido acerbo sentimento d’amore, ma lui non ne ha mai voluto sapere e io all’epoca mi struggevo parecchio per questo. Si trattava peraltro di un’infiammazione recidiva, perché Nosferatu era stato anche il mio primo tragico amore non corriposto alla scuola elementare. Poi, dall’università in avanti, ognuno ha avuto le sue relazioni amorose, i suoi fidanzati e fidanzate storici, le sue tresche e le sue tranvate sui denti, e allora essere amici è divenuto via via più facile.
Nosferatu, insomma, condivide con me le mie radici, e la familiarità maturata in oltre vent’anni di amicizia è quella che ci consente di produrci in conversazioni via chat di questo tenore:

12 luglio 2011

Morelle: ” ‘Sta birraccia come la disponiamo? […] Mi ci vorrebbe una giornata di 35 ore: 15 per lavorare tra fuori e a casa, 8 per dormire, 4 per gli Amici Miei e 3 per me, 5 per fare l’ammmore!”

Nosferatu: “Per la birra domani non posso che vado al concerto dei Chemical Brothers a sfasciarmi […]; io vorrei che le giornate durassero 12 ore, 9 per dormire, 1 per una puntata di Lost, 1 per gli amici e 1 (di più non potrei) per fare l’ammore, ma solo se c’è l’aria condizionata. Che vita grama […]. Un abbraccio e chiava pure per me”.

5 pensieri su “Il mio amico Nosferatu. Parte II

  1. Io con Nosferatu ci litigo, mi fa incaxxare come una biscia. Offende e ferisce ogni mia dignità di donna. Ma poi mi manca inesorabilmente…

    insomma succede come con te… mi fai imbestialire, ma ti voglio bene!

Non è possibile lasciare nuovi commenti, è possibile contattare l'autrice via e-mail

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...