L’era del cinghiale bianco. Parte I

Stasera Le Sanglier è a cena con un amico. Io ho ingoiato un’intera confezione di ravioli al salmone, 250 grammi pronti in 2 minuti che presentano la sola seccatura del far bollire l’acqua. Che è una cosa che farebbe lui.

Chi è lui. Le Sanglier è colui che in tempi non troppo remoti mi ha detto: “Vorrei che mi dessi una chance di essere il tuo uomo”. E io gliel’ho data, oh sì. Non credo che allo stato attuale si renda conto della sua sciagurata iniziativa, ma suppongo che col tempo maturerà le sue consapevolezze, come chi in passato lo ha preceduto.
Goliardicamente eletto dagli amici “lo cinghialo” per la sua tenacia e la sua abilità nel colonizzare e difendere l’ambiente a disposizione, dell’aspetto fisico di un tal mammifero egli non possiede in realtà null’altro che la costituzione massiccia: in tutto il resto, è un gran pezzo di gnocco. Si sa però che l’ammore non rende obiettivi e, secondo “lo cinghialo”, sarebbe per questa ragione che a Natale gli ho regalato una preziosa camicia di David Saddler di una taglia più piccola.

Le Sanglier è la mia versione francese coniata appositamente per l’occasione, poiché con Morelle mi pare suoni meglio de “Lo Cinghialo”. Lui popolerà, insieme ad altri personaggi, le avvicenti storie di Morelle Rouge.