Perché?

Solanum Dulcamara
© www.erbe.altervista.org

L’ultima è certamente la domanda più ragionevole, perciò Morelle Rouge si è preparata a dare una risposta ragionevole.
Questo blog oggi esiste perché lei, quando lo ha maturato, godeva di molto tempo libero. Il precariato italiano, infatti, offre di tanto in tanto questa preziosa opportunità a tutti i precari, mostrando una preferenza per quelli che eventualmente abbiano seriamente compromesso la propria capacità di giudizio continuando a studiare anche dopo l’università e diventando poi professionisti, o esperti di qualcosa che, nel migliore dei casi, è utile solo a loro. La possibilità di godere di maggiore tempo libero è un ammirevole servizio assistenziale garantito dallo Stato: siccome questi poveretti non ci stanno più con la testa, un po’ di tempo libero extra se lo meritano, anche se non sanno di meritarlo e alle volte protestano o si lagnano perché sono precari. Solo che il servizio, malgrado il nobile intento che è segno di civiltà, è organizzato male e non valuta i rischi. Così i più mentecatti non sono educati a fare un uso sano ed efficace del loro nuovo tempo libero. Vengono lasciati lì, con questi giorni o settimane o mesi di ferie inattese in mano, e gli viene detto: “Voi non siete disoccupati, siete liberi. Siete liberi perché non siete prigionieri della monotonia del posto fisso come lo sono alcuni vostri compagni più sfortunati e meno flessibili di voi. Andate, figlioli, e godete della vostra libertà nel modo che preferite. Non datevi pena se con questa libertà non riuscite a campare: non lo stipendio ma la vostra intraprendenza vi darà da mangiare”. Loro non capiscono bene, perché non ci stanno più con la testa, e i risultati sono dei più imprevedibili.
Perso il senno e guadagnata la libertà, Morelle Rouge aveva voglia di usare il suo tempo libero ammazzando qualcuno in un vicolo o ammassando parole in un blog. Ha scelto la seconda attività perché, pianta sensibile alla natura dell’ambiente, rilevava la differenza tra le due azioni e la prima le appariva più faticosa.
Prima dell’era digitale ammassava parole sulla carta. Oggi le ammassa in un blog perché, avendo rinunciato all’idea di ammazzare qualcuno, si consola con l’eventualità di essere almeno molesta. Il mezzo prescelto si presta bene a questo scopo.

[ultimo aggiornamento: 26 aprile 2012]

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